Gestire i clienti lavorando da nomade digitale

Come diventare nomade digitale: la storia di Christian Cannata

Benvenuto ontheroader! In questo articolo vogliamo raccontarti la storia di Christian Cannata: un ragazzo che ha deciso di vivere viaggiando lavorando come programmatore freelance!

Dopo 10 anni di sviluppo web in aziende più grandi, Christian adesso lavora come sviluppatore web mentre viaggia per il mondo ed aiuta altre persone ad intraprendere una carriera nello sviluppo web da remoto.

La storia di Christian Cannata

Vivere viaggiando lavorando come sviluppatore web: la storia di Christian Cannata

Antonio: 

Christian, presentati pure e raccontaci un po’ di te!

Christian: 

Da 10 anni lavoro come sviluppatore web: per 9 anni ho lavorato da un ufficio, ma dopo 9 anni mi sono stufato di lavorare in quel modo e, visto che lo sviluppo web permette di lavorare viaggiando, ho deciso di sfruttare questo vantaggio a mio favore, quindi ho staccato da quella routine ed ho iniziato a lavorare viaggiando

Come iniziare a lavorare viaggiando

Lavorare viaggiando come sviluppatore web

Daniela: 

Quando hai iniziato a lavorare viaggiando?

Christian: 

Ho iniziato a lavorare viaggiando nel 2019, qualche mese prima della pandemia.

Nel 2019 ho deciso di intraprendere questo stile di vita da nomade digitale e 8 mesi dopo aver preso questa scelta sono partito. 

Ho avuto bisogno di un bel periodo di tempo per organizzarmi al meglio prima di iniziare a vivere da nomade digitale.

Sapevo di dover lasciare tutto e fare molti cambiamenti: sapevo che avrei dovuto lasciare casa, amici, parenti, la sicurezza di una fissa dimora e diverse altre cose.

Antonio: 

Penso che una cosa che accomuna tutti i nomadi digitali sia il caos in testa, ovvero non sappiamo la nostra strada e troviamo nel nomadismo digitale un barlume.

Christian: 

Si, queste decisioni le prendi in un momento dove esplodi e per uscire da una routine ordinaria che ti viene quasi “imposta” dall’esterno: lavorare sempre, dare sempre il massimo, sempre di più per guadagnare di più, per fare acquisti compulsivi per essere felice e, le uniche ferie che ti spettano, con molta probabilità le avrai ad agosto.

Qui la mia vita è cambiata perché non mi chiedo più dove vado l’anno prossimo, ma dove vado domani, non pensi più banalmente a lungo termine, ma a breve, vivi ogni giorno come un giorno nuovo e non sai mai cosa accade. Ti cambia la vita e anche il modo di lavorare.

Cosa significa essere nomadi digitali

Christian Cannata Vivere Viaggiando

Antonio: 

Cosa significa per te lavorare viaggiando e cosa ne pensi di chi crede che i nomadi digitali non lavorino?

Christian: 

A volte le persone non sanno chi sono effettivamente i nomadi digitali, e quindi pensano erroneamente che i nomadi digitali viaggino e basta.

Pensano che i nomadi digitali non abbiano un lavoro e che siano costantemente in ferie, perché in effetti sui social spesso e volentieri si fa vedere la parte bella e divertente: quella in cui si viaggia e si scoprono luoghi nuovi, ma non si vede la parte in cui si lavora.

Però c’è tutto un discorso fatto di responsabilità, di inseguire clienti a 10000 km di distanza, doversi organizzare per i fusi orari dei clienti ed essere reperibile anche di notte, quindi c’è anche l’altro lato della medaglia.

Per cui si vede il nomade digitale come la persona che non vuol fare niente e che viaggia il mondo pensando che sia “roba da ragazzini, perché la vita vera è un’altra: trovare un posto fisso, avere una macchina, comprare una casa…”. Ma anche chi vive da nomade digitale può permettersi una casa, un’automobile, o altro.

Semplicemente si esce da uno schema che è imposto dalla società dove magari arrivi alla fine del percorso, ti giri indietro vedi che hai speso tutta la tua vita nel raggiungere traguardi non tuoi

Invece di aspettare la pensione per rilassarti e goderti la vita, nel nomadismo hai un work life balance basato sul vivere il momento, qui ed ora, non tra 20 anni.

Daniela: 

Quindi, secondo te, è proprio una questione di mindset quella del nomade digitale?

Christian: 

Sì, soprattutto cambia la mentalità di vivere il momento, e poi vivere il viaggio in un altro modo, non come vacanza, ma come un vivere il posto.

Magari in un mese non si è costretti a pianificare tutto, ma ci si organizza tra impegni lavorativi e momenti di svago. Vivi i posti dove sei. 

Capita di non riuscire a girare al meglio il posto in cui sei, però sai che non è un problema, perché sai che potrai tornarci quando vuoi.

Quali difficoltà ci sono per vivere viaggiando

Difficoltà nomadismo digitale

Daniela: 

Adesso è un anno che fai questa vita, ma all’inizio hai trovato delle difficoltà?

Christian: 

All’inizio sì, perché l’impulso è quello di rilassarti, ma poi quando i clienti ti contattano ripensi che non sei lì per fare vacanze, ma che hai mollato tutto per viaggiare lavorando.

Quindi alla fine devi iniziare ad organizzare la giornata di lavoro in modo da calibrare il tempo libero con l’attività lavorativa. Poi magari è sempre difficile perché c’è l’imprevisto: internet non funziona, ti devi organizzare all’ultimo, ma se trovi stabilità nei posti dove vai riesci ad ambientarti subito, secondo me tempo di 1 o 2 mesi, ma devi essere una persona professionale, fare anche sacrifici magari di notte o la mattina per stare dietro il fuso orario del tuo cliente.

Antonio: 

Visto che ci sono diversi deficit come il fuso orario ad esempio, devi essere reperibile nelle stesse ore in cui lo è il cliente e con internet sempre operativo, come vivi la giornata tenendo conto di questo?

Christian: 

Generalmente mi trovo bene con internet, in casi di necessità utilizzo l’hotspot. Diciamo che problemi di connessione importanti non ne ho mai avuti, quindi sono sempre riuscito a stare dietro alle email dei clienti e a gestire le loro esigenze.

I Tools del nomade digitale

Gestire i clienti lavorando da nomade digitale

Antonio: 

Quali strumenti usi per gestire i tuoi tasks?

Christian: 

Principalmente Trello e Asana per organizzare le attività per i clienti, poi dipende dal caso e bisogna adattarsi alle necessità del cliente, ma una volta che conosci i tools non c’è problema.

Antonio: 

L’ ”adattabilità” è una skill che molti viaggiatori, soprattutto nomadi, sviluppano e che si portano nel mondo del lavoro, sei d’accordo?

Christian

Sì, soprattutto quando visiti nuovi posti mentalmente ti devi adattare a tutto, a cosa mangi al mezzo di trasporto, ecc…, nel mio caso:

·   Adesso sto viaggiando con uno zaino da ufficio dove metto 9/10 kg di strumentazione.

·   Devo trovare un posto dove lasciare vestiti a lavare.

·   Cerco sempre di trovare una stagione sola, quindi la stagione estiva, che richiede vestiario leggero.

Temperature diverse comportano attrezzatura diversa, magari una borsa in più, ci metti roba in più, dipende dal viaggio che fai. Se mi manca qualcosa, in tutto il mondo riesco comunque a reperire ciò che serve.

Lo stile di vita di un nomade digitale

Daniela:

Christian, tu viaggi sempre da solo?

Christian

Si, solitamente viaggio da solo, cerco sempre di trovare contatti di riferimento nei posti in cui vado per avere appoggi, e poi per iniziare a viaggiare insieme per periodi brevi o lunghi, ad esempio sono andato ad un summit di nomadi digitali, dove ho conosciuto persone con cui ho proseguito il viaggio per una settimana, che tra l’altro ho incontrato nuovamente qui in Colombia.

Quindi rimangono i contatti, il networking e magari si viene ospitati anche.

Oppure hai persone che tramite contatti e/o amicizie ti mettono in contatto con altre persone che possono farti vedere il posto, ospitarti, farti conoscere altre persone.

In Laos 4 mesi su 5 ho viaggiato da solo, ma comunque nel posto in cui vai trovi anche persone da conoscere, quindi non sei mai effettivamente solo.

È importante stare da soli quando devi lavorare, perché se stai con altre persone che magari non hanno i tuoi orari e i tuoi impegni, rischi di distrarti e di non portare a termine il lavoro.

Nomadismo digitale: pro e contro

Pro e contro del nomadismo digitale

Daniela

Secondo te quali sono altri pro e contro di essere nomadi digitali?

Christian:

Pro sicuramente la totale libertà di movimento, di spazio, di tempo, perché comunque puoi decidere di stare in un posto dove e come vuoi, spendendo ipoteticamente di meno rispetto a stare in una città normale.

Ho notato che togliendo le spese fisse come bollette, prestiti di auto da pagare e utenze varie è aumentato il risparmio, perché in questo modo, evitando queste spese, riesco anche a stare tranquillamente in un posto di mare, mangiando spesso al ristorante.

Cambia quindi il modo di spendere soldi e di impiegare il tuo tempo.

Il contro è che non sei mai realmente in vacanza e devi gestire bene il tuo tempo lavorativo da quello libero

Un altro contro è che non smetti mai realmente di lavorare, perché spesso e volentieri tendi a dover essere reperibile anche durante dei momenti di svago.

Daniela

Questo modo di lavorare ti dà la possibilità di vivere realmente?

Christian

Dipende dai lavori che stai facendo, nel mio caso se ho dei progetti in scadenza devo pensare di finire il prima possibile.

Poi per altri lavori se decidi di avere meno clienti e riesci a gestirli in maniera migliore magari guadagnando qualcosina di meno puoi benissimo farlo.

Io mi ritrovo spesso a pensare al lavoro anche in spiaggia, di solito lavoro mezza giornata e se dopo questo intervallo di tempo sono libero e mi scrivono, magari aspetto di tornare in hotel se non è urgente, l’importante è garantire entro qualche ora il risultato.

Antonio

Quindi appunto il nomadismo digitale non è tutto rose e fiori, secondo te chi vive da nomade digitale freelance dovrebbe imparare a delegare?

Christian

Sì, nell’ultimo periodo ho trovato delle persone di fiducia con le quali collaboro tutti i giorni e magari se non ho voglia di fare qualcosa per avere più tempo libero preferisco delegare queste persone, magari non guadagno per due giorni, ma vivo.

Bisogna vivere la vita come vuoi tu, non come ti dicono gli altri: stando come sulla ruota del criceto, guadagnando sempre di più per credere di “stare meglio”, aspettando la pensione, magari quasi sempre arrabbiato a causa del traffico, visto che ogni giorno devi raggiungere il luogo di lavoro.

Daniela

Non ti viene mai l’ansia di rimanere senza clienti?

Christian

No, perché chi decide di fare questa vita da freelance deve essere bravo a presentarsi ai clienti in un certo modo.

Curare il personal branding e fare networking è un qualcosa che bisogna fare a prescindere se decidi di viaggiare o no.

Quindi chi decide di diventare libero professionista deve sapersi proporre. Nel mio caso mi sono messo nella condizione in cui vengo contattato da clienti e riesco a dire di no quando non voglio prendere un lavoro e, se non volessi lavorare per un mese o due, avrei altre attività da portare avanti.

Come trovare il primo lavoro da freelancer

Trovare il primo cliente da nomade digitale freelance

Antonio

Parlando di lavoro e di clienti, come hai trovato il tuo primo lavoro da Freelance?

Christian

Il primo fu commissionato da un mio vecchio cliente con cui lavoravo quando lavoravo in ufficio, quindi posso dire che i primi clienti che ho avuto li ho trovati quando ero ancora dipendente.

Infatti il giorno lavoravo in ufficio mentre la sera lavoravo come freelance. Poi con gli anni ho iniziato ad avere sempre più clienti da Freelance e ad un certo punto ho deciso di mollare tutta la vita da ufficio e di dedicarmi al nomadismo – anche se inizialmente i guadagni magari non erano altissimi.

Mi sono dato un anno di tempo per trovare clienti validi, che è tantissimo. Se non riesci a trovare clienti in un anno probabilmente la vita da Freelance non fa per te ed è meglio tornare in ufficio con tredicesima e quattordicesima assicurati. (NdR) Per lavorare da nomade digitale non per forza si deve essere freelance, anche determinate aziende e/o agenzie permettono di lavorare full remote.

Basta però poco per vivere viaggiando, anche 1000 o 1200 euro al mese.

Il programma di Christian per aiutare i ragazzi a lavorare viaggiando

Lavorare viaggiando da nomade digitale in alloggi particolari

Antonio

Ho letto sul tuo blog che aiuti i ragazzi ad intraprendere la carriera da freelance, come funziona?

Christian

Si, aiuto queste persone stanche di dover essere chiuse in casa o di andare in ufficio con tutti gli stress del caso: le aiuto a diventare freelance, a lavorare viaggiando e a strutturare la vita in un certo modo per intraprendere questa carriera da libero professionista in giro per il mondo

Daniela

E tu aiuti solamente di lavora come sviluppatore web o chiunque voglia intraprendere questo stile di vita?

Christian

Attualmente sto testando con gli sviluppatori web perché è quello che faccio io, quindi mi torna molto più facile avere casi di successo, perché è bene partire così e capire appunto se quello di cui mi occupo funziona davvero.

Ho avuto risultati molto positivi con i ragazzi che ho seguito, c’è chi ha trovato lavoro da freelance o collaborazioni con startup da remoto.

L’obiettivo del 2021 è di allargare il discorso sviluppatori al digital, ovvero chi si occupa di lavori essenzialmente a distanza: SEO, social media, chi si occupa di UX/UI, insomma tutti coloro che non fanno gli sviluppatori, ma che si sganciano dall’ufficio e fanno il loro lavoro da remoto come consulenti e comunicando il loro valore aumentando la remunerazione economica e potenzialmente lavorando anche meno.

Dubbi sullo stile di vita da nomade digitale

Dubbi sulla vita da nomade digitale

Antonio

Hai mai avuto dubbi sulla tua scelta di vita di vivere da nomade digitale?

Christian

No, da quando sono partito comunque sono andato in posti magnifici che non ti fanno rimpiangere affatto il lavoro d’ufficio e non ti fanno sentire l’assenza dei colleghi – seppur fighi -, ma in realtà è una vita che non cambierei mai per un lavoro d’ufficio, perché il nomadismo digitale ti garantisce un livello di libertà senza pari.

Se volessi, potrei anche decidere di lavorare da un ufficio in un coworking per qualche giorno per poi partire. Quando inizi a fare questo tipo di vita dimentichi gli orari limitanti, il traffico e tutto ciò che comprende la vita d’ufficio, e poi a casa sai che ci puoi tornare quando vuoi.

Daniela

Come l’hanno presa questa scelta famiglia e amici?

Christian

Tranquillamente, perché comunque sono stato via anche prima, in un’altra città, ma comunque, quando voglio, torno in Italia per rivederli, e in più ci sentiamo spesso in videochiamata su WhatsApp.

Forse una cosa che mi può mancare è la vecchia vita con gli amici, ma la vita non è solo questo e devi essere in grado di “vivere il tuo sogno”, poi se mi stanco di questa vita so che posso tornare. 

Antonio

Concordi sul fatto che distaccarsi dai propri affetti sia un po’ la sofferenza di chi sceglie di diventare un nomade digitale?

Christian

Certo, ma vi assicuro che quando vivete certe situazioni ne vale assolutamente la pena! Alla fine la casa arriverà, ma per adesso bisogna concentrarsi sulla propria felicità.

Antonio

Se la tua famiglia fosse stata contraria alla tua scelta di vita, come ti saresti comportato?

Christian

Lo avrei fatto ugualmente, una persona quando cresce ha il diritto di scegliere come vivere la sua vita, e anche di rischiare a volte.

Assicurazione di viaggio ed investimenti per nomadi digitali

Assicurazione di viaggio per nomadi digitali

Antonio

Come gestisci l’assicurazione sanitaria in viaggio?

Christian

Io ho un’assicurazione con una carta che utilizzo per viaggiare. Mi assicura a livello sanitario e di bagaglio, l’unica cosa è che assicura fino a un mese di viaggio, quindi se decido di stare in un posto per due mesi, dal secondo non è più valida perché scade.

L’ideale sarebbe farsi un’assicurazione annuale che non costa pochissimo, ma se ti ritrovi in posti un po’ sperduti nel mondo, le eventuali attenzioni mediche costerebbero di più. Quindi è abbastanza importante farsela.

Antonio

Che carte di credito consigli per nomadi digitali?

Christian

Io uso Revolut, Wise, Bank, poi uso la carta di credito della mia banca, ma per prelevare all’estero uso Revolut e Wise.

Daniela

Per quanto riguarda il lato hardware, hai un’assicurazione sulla tua attrezzatura?

Christian

Si, ho un’assicurazione per strumenti multimediali tramite la mia banca, 7 euro al mese ed è sempre bene averla, ma si trovano diverse offerte online.

Daniela

Per quanto riguarda la linea telefonica come ti organizzi?

Christian

In ogni Paese in cui vado faccio la sim locale in aeroporto con un piano internet, anche se alcuni Paesi offrono internet gratuito in gran parte delle aree, soprattutto in Asia.

Migliori luoghi dove lavorare viaggiando

Migliori luoghi in cui lavorare viaggiando

Daniela

Qual è il Paese dove ti sei trovato meglio a vivere da nomade digitale?

Christian

Secondo me il Paese migliore dove lavorare e vivere bene da nomadi digitali è la Thailandia perché ti offre tantissimi posti suggestivi da poter visitare, la connessione internet è velocissima e c’è una grande presenza di nomadi digitali, soprattutto nel nord. Inoltre costa pochissimo: con 2-3 euro ci fai un pranzo o una cena.

Gli aerei interni costano circa 15 euro e gli alloggi vanno da 7 euro in su. Anche se guadagni mediamente meno, con 1000 euro al mese hai uno stile di vita di tutto rispetto.

Consigli per chi vuole diventare nomade digitale

Consigli per diventare nomadi digitali

Daniela

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere uno stile di vita da nomade digitale?

Christian

Sicuramente consiglierei di apprendere ed acquisire competenze specifiche in un certo ambito, quindi di specializzarsi in qualcosa e trovare una nicchia di ipotetici clienti che cercano quella posizione specifica. 

Consiglierei anche di presentarsi con un po’ di esperienza alle spalle, e di comunicare bene il valore che puoi offrire all’azienda e al cliente. Quindi consiglio di concentrarsi sul “perché assumere me” rispetto al “sono 10 anni che faccio questa cosa”.

Alle persone, ai clienti e alle aziende non importa molto da quanto tempo sai fare una cosa, ma interessa come tu puoi dare loro valore aggiunto e risolvere i loro problemi. Perché ad una persona che non è tecnica e non ne capisce di tecnologia è inutile che parli di tecnicismi: il potenziale cliente sta solamente cercando un professionista che risolva un problema, quindi colpire lì e occuparsi di una solida strategia di personal branding (e di networking) riesce a farti scalare.

Avere un forte personal brand è la chiave per eccellere e farsi notare in un mondo in cui tutti fanno la stessa cosa

Daniela

Quindi credi che si possa partire da 0 e senza esperienza?

Christian

Allora, un minimo di esperienza ci vuole, anche perché se poi ti ritrovi problemi che non sai gestire il tutto ti si ritorce contro, quindi c’è bisogno di responsabilità e di professionalità.

Bisogna sentirsi pronti a intraprendere una carriera da freelance, magari all’inizio guadagni meno ma ti affianchi a team già formati dove puoi apprendere (magari passando 2-3 anni in un’azienda dove puoi crescere). Secondo me per diventare freelance ci vogliono almeno 2-3 anni di esperienza sul campo.

Crescita personale e nomadismo digitale

Nomadismo digitale e crescita personale

Daniela

Viaggiare e vivere come nomade digitale ha influito sulla tua crescita personale?

Christian

Certo, per esempio per quanto riguarda l’inglese: all’estero devi comunicarci tutti giorni, quindi ho avuto modo di mettere le mie skills in pratica e di allenarle quotidianamente. 

Quando vuoi fare networking con persone da tutto il mondo l’unico linguaggio che devi sapere è l’inglese, quindi devi trovare il modo di saper tenere conversazioni in inglese.

Restando a casa non hai modo di interfacciarti con persone interessanti del tuo settore, mentre viaggiando e facendo network hai la possibilità di incontrarle e magari di collaborare con loro; insomma, si creano situazioni di networking che stando in ufficio o al bar sotto casa non capitano.

Conclusioni

Vivere viaggiando alle Canarie

Antonio e Daniela: 

Crediamo che siano usciti tantissimi spunti interessanti per i ragazzi che vogliono intraprendere uno stile di vita da nomade digitale; ti ringraziamo per il tuo tempo e per le tue risposte!

Christian: 

Vi ringrazio, spero di aver spiegato in poche parole quello che è questa vita: non ci vogliono tanti soldi per farlo e anche con il minimo puoi avere tutti i comfort. La concezione che viaggiare sia costoso appartiene solo alle persone che vanno in vacanze una sola settimana all’anno perché costrette da una vita ordinaria. Quando ti piazzi in un posto per un mese puoi trovare alternative economiche e vivere local!

Non è una questione di soldi, ci sono persone che hanno viaggiato l’Asia con 15 dollari al giorno e sono riuscite a fare tutto! Poi dove non puoi spendere soldi, spendi il tempo, quindi divertitevi tutti e vivete la vita!

Se la storia di Christian ti ha ispirato, ti invitiamo a seguirlo sui suoi canali social (sia su Instagram che su LinkedIn) e di dare un’occhiata al suo Sito web!

Se ti piacciono i nostri contenuti, non dimenticare di seguirci sulla nostra pagina Instagram e sul canale You Tube!

Alla prossima storia anticonvenzionale!

Trascrizione di Alessio Traini

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