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Viaggiare il mondo zaino in spalla: la storia di Leonardo Varroni!

Cosa troverai in questo articolo

Eccoci tornati su People on the Road, la rubrica in cui parliamo di persone e storie anticonvenzionali!.

Oggi è ospite Leonardo Varroni, un backpacker che ha deciso di viaggiare zaino in spalla raccontando le sue avventure nel suo blog.

Chi è Leonardo Varroni?

Storie anticonvenzionali: la storia di Leonardo Varroni

Antonio

Raccontaci un po’, chi è il backpacker con gli occhiali?

Leonardo: 

Io sono uno studente universitario all’università di Bologna. 

Ho sempre fatto un lavoro stagionale da quando avevo 18 anni che occupava i 3 mesi estivi.

In questi mesi vedere sempre gli altri andare in vacanza mentre io stavo lavorando mi faceva venir voglia di partire.

Per questo finita la stagione verso Settembre quando gli altri tornavano, io partivo zaino in spalla. 

Iniziata l’Università riuscivo a organizzare meglio il tempo per i viaggi.

Ho iniziato con un viaggio Interrail in Europa, spinto dalla mia curiosità di conoscere questo mondo.

A 17 anni con i miei amici abbiamo provato l’esperienza dell’ostello, dove si conoscono tante nuove persone, la sera improvvisi il da farsi anche se non conosci nessuno.

Questa è la sostanza di quello che faccio, tra università, viaggi e blog

Come tutto è iniziato

Laonardo Varroni in Sudamerica

Daniela: 

Quali sono i primi Paesi hai visitato?

Leonardo: Nel 2018 sono stato in Patagonia, la punta più a sud dell’America meridionale, molto vicino al Polo Sud. L’anno dopo sono stato nella parte nord del Cile molto diversa poiché per gran parte desertica, la Bolivia e il Perù, tutto questo in un mese di viaggio.

Daniela: 

Che cos’è nello specifico l’Interrail?

Leonardo:

È un’opportunità che offre l’Unione Europea soprattutto ai giovani europei e consiste in una serie di agevolazioni come biglietti per il treno per viaggiare il Vecchio Continente. Il prezzo varia a seconda del tempo che vuoi passare viaggiando, ma solitamente è molto conveniente.

Anche questo viaggio è stato zaino in spalla. È una tradizione che mi porto da piccolo, da quando facevo gli scout.

Consigli di viaggio da un backpacker

Leonardo Varroni viaggio Sud America Amazzonia

Antonio:

È più difficile rispetto ai viaggi tradizionali in valigia?

Leonardo: 

Dipende dalla tua capacità di sistemare lo zaino o la valigia che sia. Dopo tanti viaggi con lo zaino ho capito cosa veramente mi servisse e cosa meno.

Quando arrivi in un posto caotico, dove è difficile muoversi, la valigia potrebbe risultare un impedimento mentre lo zaino fa parte di te.

Daniela: 

Tu viaggi sempre con lo zaino addosso?

Leonardo: 

Questo dipende, solitamente quando parto mi porto uno zaino da 80 kg, questo è divisibile in due parti, una posso lasciarla in Ostello con la roba che non serve portarsi dietro.

In sostanza mi porto dietro la metà del peso effettivo il grosso del viaggio.

Daniela: 

Cosa non può mancare mai nella parte di zaino che porti per le escursioni?

Leonardo: 

Dipende molto dal posto, per esempio in Amazzonia era quasi obbligatorio avere la crema per gli insetti, magari in altre situazioni non servirebbe, ma li si.

Poi in generale sempre avere dietro una borraccia d’acqua.

Inoltre è sempre utile portarsi dietro contanti e documenti.

La vita da backpacker è molto simile a quella di uno studente universitario, entrambi tendono al risparmio dove possibile.

Daniela: 

Per quanto riguarda i soldi come ti sei organizzato?

Leonardo: 

Tendo sempre a cambiare in moneta locale, ma in Sud America per esempio i dollari vengono accettati ovunque.

Ogni tanto guardavo il tasso di cambio per valutare cosa era meglio fare, ad esempio in CIle vige una tassa sui prelievi al bancomat molto alta e questo scoraggia dal compiere molti prelievi.

Per quanto riguarda le carte di credito, consiglio sempre di portarsi più di una e dividere il budget in caso di necessità come smarrimenti o altri impedimenti.

Tempo e denaro sono molto importanti per un backpacker, per questo è molto importante partire cercando di organizzarsi per quanto possibile un piano finanziario.

Daniela: 

Chiunque può viaggiare da solo?

Leonardo: 

Sconsiglio per chi inizia da poco a viaggiare da solo e di scegliere posti difficili come la Patagonia.

Il mio consiglio è di fare piccoli step in Paesi simili al contesto a cui si è abituati.

Se dovessi dire un posto dove è perfetto per i neofiti viaggiare da soli è l’Andalusia, un meraviglioso gioiello in Spagna.

Per chi non ha un background da viaggiatore, probabilmente mete difficili come Bolivia non le consiglierei, ma dipende anche da come ci si sente.

L’ostello poi è una sorta di prova del fuoco, è un posto in cui veramente impari a relazionarti nel bene o nel male con gli altri.

Il bello dei viaggi, oltre la meta in sé, sono proprio le persone che incontri, perché sono esse stesse che ti fanno avere una certa prospettiva del luogo che visiti e dell’esperienza che ti porti dietro.

In sostanza, anche se viaggi da solo, non sei mai realmente da solo.

Le skills più importanti per un backpacker

Leonardo Varroni viaggio zaino in spalla

Antonio: 

Se dovessi elencare 3 skills che hai acquisito durante i tuoi viaggi, quali sarebbero?

Leonardo: 

In primis time management, quindi ottimizzazione del tempo a disposizione, problem solving e adattabilità.

Secondo me la più importante è il problem solving, perché la vita del backpacker è ogni giorno un poter fare qualcosa di diverso, e questo porta spesso a imprevisti che dovrai saper affrontare e risolvere.

La cosa che mi ha insegnato viaggiare è che potrai anche fare il piano migliore del mondo, ma succederà sempre qualcosa che andrà fuori dai tuoi piani, e la cosa importante è capire come reagire, e spesso sarà l’istinto di sopravvivenza a far maturare questa skill.

Per quanto riguarda il time management, è ovvio che quando arrivi in un posto vorresti fare e vedere tutto ciò che ha da offrire, ma per riuscirci è opportuno organizzare il tempo, quindi saper incastrare bene i treni, avere piani di riserva nel caso qualcosa non andasse, insomma devi pensare alle tue risorse, al  tempo a disposizione e trovare il miglior modo per ottimizzarli.

Lo spirito di adattamento è fondamentale, se sei un backpacker a maggior ragione. Dormi ovunque: negli ostelli, nelle tende, per terra.

Il posto peggiore dove ho dormito è stato in Bolivia, a 4200 metri. L’ossigeno era rarefatto e il vento tirava molto forte.

Mangi di tutto, e se non ti piace qualcosa non dovresti fare lo schizzinoso, perché non ci sono alternative.

Le cose non cambiano per te, ma sei tu che ti devi adattare.

Nell’ambiente lavorativo è tutto riguadagnato, dopo aver fatto queste esperienze ti senti di poter affrontare tutto.

Cosa significa essere un Backpacker

Leonardo Varroni viaggio a backpacker nel deserto

Antonio: 

Ti hanno mai rubato qualcosa durante i tuoi viaggi?

Leonardo: 

Che io ricordi no, anche dormendo in enormi ostelli pieni di persone non sono stato derubato fino ad adesso.

Può succedere ma l’importante è andare preparati.

Antonio: 

Quando viaggi parti organizzato o all’avventura?

Leonardo: 

All’inizio ero una persona che doveva avere tutto pianificato, molto preciso e pignolo, ma successivamente sono diventato più flessibile.

Il secondo viaggio avevo prenotato soltanto il soggiorno negli ostelli quindi con una sorta di piano alla base, ma per esempio il viaggio in Giordania è stato all’avventura.

I pro della vita da Backpacker

Leonardo Varroni viaggio zaino in spalla nel deserto

Daniela: 

Qual è stato il tuo viaggio più bello?

Leonardo: 

Il viaggio che mi ha cambiato la vita è stato in Giordania.

È stata un’esperienza mistica, ho viaggiato nel deserto per due giorni ed era un periodo che venivo da un fallimento universitario.

Per quanto io possa essere una persona entusiasta, il fallimento quando arriva fa male, ma lì in quella parte di mondo, in una sorta di ritiro spirituale ho sentito una connessione con il mio io interiore

Sembra strano come discorso, ma lo consiglio veramente a tutti un’esperienza del genere.

Tornato ho preso la decisione di prendere in mano la mia vita.

Il viaggio più bello a livello di esperienze e ricordi è stato il secondo viaggio in Sud America.

“La felicità è vera solo se condivisa” diceva Alexander Supertramp, protagonista di uno dei miei film preferiti:”Into the Wild”, e non potrei essere più d’accordo, perché il ricordo di un’esperienza fortifica una relazione.

I contro della vita da Backpacker

Leonardo Varroni in viaggio zaino in spalla

Daniela: 

Ti ha mai messo paura viaggiare in questo modo?

Leonardo: 

Paura no, ansia da prestazione si. Anche viaggiare in paesi mediorientali che tendenzialmente consideriamo come pericolosi può darti una leggera sensazione di ansia, come in Giordania, ma dopo è stato un viaggio bellissimo.

Daniela: 

Fare questo tipo di viaggi è stato utile anche per acquisire maggiore fiducia in te stesso?

Leonardo: 

Assolutamente , è stato molto di aiuto da questo punto di vista.

Una cosa che ho imparato viaggiando è di non giudicare nessuno

Il fatto è che ho notato che ognuno ha la propria storia, con un background culturale, tradizionale e personale da rispettare.

Da ragazzino avevo paura del diverso e tendevo a starne alla larga, mai avrei pensato di andare in quei posti mediorientali tanto associati alla guerra, poi crescendo ti rendi conto che devi andare oltre le apparenze.

Antonio

Hai avuto paure forti durante i tuoi viaggi?

Leonardo: 

In Portogallo una volta conobbi una persona abbastanza indisponente nei miei confronti. 

Magari perché timido ha pensato di vedermi come un punto di riferimento, forse un po’ troppo e lì la piacevole conoscenza non è stata molto piacevole, fino a sfociare nel fastidio.

Antonio: 

Quali sono stati i momenti difficili durante le tue avventure?

Leonardo: 

Io associo il concetto di difficoltà a quello di paura.

Una volta in Bolivia ci siamo persi sulla via per il Salar de Uyuni (posto fantastico), e ci siamo ritrovati in una zona non battuta.

Eravamo in una Jeep e cominciò a nevicare in maniera consistente, la visibilità era scarsa e poteva succedere qualsiasi cosa.

La tormenta spaventò persino  l’esperto autista. Eravamo andati nel bel mezzo del nulla senza segnali GPS o altro per chiamare soccorso.

Nonostante queste disavventure, è bello tornare a casa e avere qualcosa da raccontare.

La voglia di viaggiare però non passerà mai.

Progetti per il futuro

Leonardo varroni

Antonio: 

Stai pianificando qualcosa nel breve?

Leonardo: 

Al momento no, ma questo non significa che mi fermerò, sono alla ricerca di nuove prospettive e opportunità. Adesso mi sto formando con il digitale in modo da fare conciliare viaggio e lavoro.

Ho un progetto che bolle in pentola ma non posso rivelarvi niente per ora.

Nel 2021 non è più un’utopia quella del vivere da nomade lavorando in giro per il mondo.

L’importante è abbinare ciò che ci piace al lavoro relativo nel digitale.

Per esempio a me piace molto comunicare ciò che faccio e questo combacia perfettamente con il digital marketing, è il mio mondo.

Il corso che consiglio a chi si vuole avvicinare a questo mondo è start2impact, una piattaforma in cui acquisire le conoscenze del digitale a 360° , mettendole in pratica in contesti reali.

Conclusioni

Leonardo Varroni

Antonio e Daniela: 

Grazie mille per il tuo tempo!

Leonardo: 

Grazie a voi, spero che la mia storia sia servita a far passare il messaggio che se veramente vuoi partire, se veramente vuoi iniziare un progetto allora non ci sono scuse ed è solo una questione di tempo, grazie anche alle possibilità che ci offre il digitale oggi e che ci permette di fare cose straordinarie.

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Alla prossima storia anticonvenzionale!

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